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Lacrime


Siamo come bambini
e come per i bambini
è una sensazione strana guardare avanti;
fino a ieri innamorati di oggi,
sempre appresso a una stella
seppur fievole asciugava ogni lacrima.

E scende giù,
candido e puro,
un rivolo:
luccicante lamina di pelle,
come ruscello
nel manto bianco di una collina innevata
a riflettere in un attimo
l'immensità del tetto del mondo.
Oppure degli occhi,
sorgente incontaminata
da cui proviene l'umidità di un sentimento,
ricordo ancestrale e sempre innato di ciò che siamo,
messaggio indecifrabile di ciò che saremo.

Intimità e oracolo per ciascuno di noi.

Spesso si spenge tra le labbra in un bacio dato e ricevuto,
segno che forse si è pianto abbastanza.
Il sapore del sale,
il pensiero del mare,
chissà come e il volto si distende in un sorriso.

Si cresce, a volte ci guardiamo vivere
ed è come un lampo che mostra e spaventa.
Ora sento le lacrime come la pioggia:
sempre così pesanti e sembra strano,
da chiedersi ogni giorno:

Cosa ci ha reso così diversi
sotto il cielo e sulla terra immersi fino a soffocare.
E le colline sono diventate montagne,
a volte cime scoscese spazzate dal vento;
il ruscello un fiume in piena,
che non si placa mai finchè non arriva al mare
dove si immerge nella gioia infinita
di ridivenire la sua stessa origine.

Chissà se le tue lacrime
hanno lo stesso sapore delle mie.


Pisa, 6 Marzo 2003